Storia e leggenda

Vigilio, vescovo e martire, terzo nella serie dei vescovi di Trento, morì il 26 giugno del 405 d.C. a Spiazzo in Val Rendena. Narra la leggenda che, durante uno dei suoi viaggi per diffondere il cristianesimo nelle Valli Giudicarie, Vigilio mentre predicava in riva al torrente Sarca contro i riti estivi a Saturno delle popolazioni locali, venne contestato con il lancio di zoccoli (o di pani duri). Colpito, precipitò nel fiume e venne trascinato via dalla corrente. L’architettura fa ancora memoria del martirio con la Pieve di Spiazzo a lui dedicata, costruita proprio su un masso in riva al fiume. Un’altra suggestiva testimonianza è la chiesetta in riva al Sarca a Tione, che ricorda il luogo dove secondo la tradizione il corpo di Vigilio fu depositato dalla corrente.
Vigilio, di origini romane, era un uomo di profonda cultura. Nominato vescovo in giovane età, iniziò un’assidua opera di evangelizzazione nelle valli trentine. Per essere aiutato nell’evangelizzazione chiamò dalla Cappadocia i tre giovani Martirio, Sisinio e Alessandro che si stabilirono a San Zeno in Anaunia. Proprio in questa valle, i tre giovani trovarono il martirio .
L’itinerario seguito da Vigilio e dai cristiani trentini che ne riportarono il corpo in città con il corteo funebre, corrisponde al vecchio passaggio del Bus de Vela, raggiunto da Tione attraverso Ragoli, Stenico, Banale, Ranzo e il Vezzanese. Molto cappelle sono presenti sul percorso: San Vigilio di Spiazzo, San Vigilio al Vat di Tione, San Vigilio di Stenico (San Vigilio di Curé, San Vigilio di Molveno), la cappella di Ranzo, San Vigilio di Vezzano fino alla cattedrale di Trento.

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